MONDO VIP
Will Smith futuro presidente degli Stati Uniti |
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Giovedì 04 Febbraio 2010 17:08
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La politica è un terreno minato. Non letteralmente come quello che vede le truppe americane impegnate sul fronte afgano dal 2001, ma ugualmente pericoloso. Ma ciò sembra non demolire i sogni di alcuni uomini già potenti, famosi e ricchi, che dalla vita sono stati baciati più e più volte. Spesso anche passionalmente. Ma come il buon quarantesimo presidente degli Stati Uniti ci ricorda, tutto è possibile nella vita, specialmente se si hanno i piedi sul suolo americano. Da sempre terra della mille opportunità, capace di trasformare un'idea o un ideale in qualcosa che riesce a scuotere le coscienze di un'intera nazione se non addirittura dell'intero pianeta. E così da attori a presidenti o governatori di qualche Stato il passo può essere molto breve. Ce lo insegna Ronald Reagan, che prima di entrare nella Casa Bianca a Washington D.C. ha avuto una carriera nel cinema, seppur mediocre. Se la cavò molto meglio nella politica appunto, vestendo i panni di presidente degli Stati Uniti dal 1981 al 1989. Ma anche il buon vecchio Arnold Scharznegger non scherzava affatto quando si propose come candidato per governare la California. E vinse. Tutt'ora in carica, sicuramente punterebbe anche al gradino più alto della scala gerarchica, ma essendo nato nel vecchio continente europeo, non può godere del diritto di stare al comando di un Paese che non gli ha dato i natali. Ma chi potrebbe mirare a diventare il successore di Barack Obama è un altro attore di Hollywood, che da Principe (di Bel Air) non sarebbe dispiaciuto di vestire la carica di presidente. Will Smith, attraverso un comunicato stampa affidato alla moglie Jada Pinkett Smith, ha dichiarato che oltre ai film vorrebbe lasciare il segno e “costruire” qualcosa di giusto in modo tale che il suo nome non venga solo ricordato per il suo successo in quanto talentuoso attore. «Non è uno scherzo», conferma la moglie, «tutte le volte che si parla di politica diventa un'altra persona. Diventa molto serio e riflette sulle decisioni che andrebbero prese, nel bene o nel male». Sembra proprio che la star prenda la faccenda molto a cuore. In fondo un personaggio come lui, amato da tutti, non avrebbe (si crede) molte difficoltà a influenzare l'opinione pubblica americana. Un'arma che sicuramente sarebbe utile contro i suoi futuri (probabili?) avversari politici. Magari, sarebbe meglio fare prima un po' di gavetta invece di mirare subito alla Sala Ovale e al Pentagono. In fondo, come cita la canzone di un famoso gruppo italiano, gli Articolo 31, “la vita non è un film”, anche se lui nel mondo del cinema è già leggenda.
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