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Wayne Rooney: “Capello mi fa paura” |
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Mercoledì 18 Novembre 2009 12:14
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Sono poche le persone con un gran carisma e che soprattutto lo sanno trasmettere agli altri, in modo che tutte le energie e le proprie capacità vengano incanalate nella direzione giusta per raggiungere un obiettivo. Nello sport come nella vita quotidiana questa è la prassi. Una di queste persone così tutte d'un pezzo è sicuramente Fabio Capello, l'allenatore della nazionale inglese. A confessarlo è un altro duro del calcio mondiale, Wayne Rooney. Il calciatore che ha la fama di essere un ragazzo che in campo dà anima e corpo per la squadra confessa che di Capello ha paura, e che è una delle pochissime persone (insieme all'allenatore del Manchester United, Sir Alex Ferguson) a riuscire a metterlo in soggezione. Certo, stiamo parlando di due “mostri sacri” del calcio e un minimo di soggezione e rispetto sono inevitabili. Ma, sempre Rooney dice che con Fabio «si lavora sodo, in campo quando c'è lui, siamo tutti uguali e le vicende private o tutto ciò che riguarda la vita fuori dal rettangolo di gioco, rimane fuori dal campo». Così è, punto. Ciò che fa “impaurire” è lo sguardo magnetico del ct: diretto negli occhi e che fa provare un brivido d'adrenalina che percorre tutta la schiena prima di uscire dal tunnel che porta sul terreno di gioco all'inizio della partita. Anche alcuni comportamenti sono banditi in sua presenza. «Quando eravamo a tavola al ristorante in ritiro con la nazionale, spiega Rooney, c'è stato un episodio che ha fatto ghiacciare il sangue a tutti i presenti. Terry, inconsciamente ha fatto squillare il cellulare e il mister si è alzato in malo modo e ha sbattuto un vassoio da portata contro il muro, iniziando una ramanzina (più che giustificata) sul rispetto. E non se l'è presa con l'ultimo arrivato, ma con uno dei migliori giocatori della nazionale, figurarsi tutti gli altri come possono essersi sentiti in quel momento. Siamo tutti vulnerabili sotto la sua guida, nessuno escluso, nessuno ha trattamenti di favore. Conta solo il rendimento in campo e in sua presenza. Però del resto è un gran motivatore, non c'è che dire e questa sua durezza di carattere invoglia a dimostrare che si può dare anche oltre il 100% di se stessi, ottenendo di conseguenza grandi traguardi». All'Inghilterra serve proprio questo. All'Inghilterra serve proprio lui. God save Fabio Capello.
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