Un furgone con gli stemmi del comune di Piacenza usato per andare con una prostituta minorenne: stemmi che, quando il dipendente lo utilizzava per i suoi scopi personali, venivano staccati e poi riattaccati al momento di rientrare. È questa la posizione giudiziaria più grave all’interno dell’inchiesta che da ieri sta tenendo banco a Piacenza, dove cinquanta dipendenti comunali sono stati denunciati per la truffa dei cartellini di lavoro: timbrare per poi uscire a farsi i fatti propri, come hanno ribadito in procura.

Chi a fare spesa, chi in palestra o in centro con gli amici, come già è emerso nelle ore scorse.

Le indagini della guardia di finanza e della polizia municipale, dopo mesi di pedinamenti e telecamere nascoste, hanno documentato gli incontri che l’uomo, in orario di lavoro e con il furgone del Comune di Piacenza, intratteneva con una minorenne e parzialmente disabile. In un caso pare abbia anche tentato di violentarla in un motel, ovviamente sempre in orario di lavoro.