La performance deludente del M5s nel primo turno delle Comunali non si accompagna per ora a un calo a livello nazionale del Movimento di Beppe Grillo che, non solo non perde terreno, ma risulta anzi in lievissima crescita, dello 0,2%. Per contro, dalla supermedia della settimana elaborata da Youtrend per Agi emerge che il Pd perde quasi un punto, anche se il distacco tra queste prime due liste rimane comunque ridotto ad appena sei decimali di punto: 28,9% contro 28,3%, pienamente all’interno del margine d’errore statistico. La vera novità della settimana riguarda le liste di centrodestra, in particolare Forza Italia e Lega. Contando anche Fratelli d’Italia (che però è stabile e anzi perde lievemente), il centrodestra guadagna un punto e mezzo in un mese.

Anche rispetto al dato della scorsa settimana si registra un aumento: questo consente di dire, con tutte le cautele del caso – ma anche con una certa dose di sicurezza – che il centrodestra sia in buona forma e potrebbe non essere un caso vista l’ottima performance dei candidati sindaco di coalizione al primo turno. In particolare, la Lega si colloca sul 13,7%, FI sul 13,2% e FdI sul 4,3%.

I tre partiti minori (Mdp, Ap e Sinistra Italiana) rimangono nella zona “rischiosa” tra il 2 e il 3 per cento. Se le cose rimarranno come sono, infatti, il 3% è la soglia minima per ottenere seggi alla Camera. Le dinamiche di coalizione che si sono viste in queste Comunali ci dicono qualcosa a tal proposito: per esempio un’alleanza Pd e liste di sinistra potrebbe effettivamente ottenere risultati migliori di quelli che attualmente vengono assegnate loro dai sondaggi. Il che potrebbe stupire, ma non troppo: è vero infatti che di norma alle elezioni si verifica il cosiddetto “voto utile”, per cui gli elettori tendono a votare per i partiti maggiori che hanno più possibilità di vincere e di governare (un caso su tutti, quello delle Politiche 2008, quando il voto utile verso il PD veltroniano prosciugò la sinistra radicale); ma è vero anche che attualmente i partiti più sovraesposti a livello mediatico sul piano nazionale sono proprio i partiti maggiori, e in una dinamica di campagna elettorale – sia essa locale o nazionale – le liste minori in grado di mettere in atto una strategia efficace potrebbero acquisire una visibilità ben maggiore, e di conseguenza un riscontro nelle urne più alto di quello che oggi è possibile stimare attraverso un sondaggio.